a cura di: Zaccagni Gaia

Omaggio a Dimitris Michailidis

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stato: Disponibile dal: 18-12-2017
Argomento: Filologia
Collana: Saggi di greco moderno/7
anno: 2017

ISBN: 978-88-6897-094-9
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Michailidis non ha scritto molto, dal punto di vista quantitativo. I suoi articoli, però, sono densi di contenuto: come profonde miniere, scavando nelle quali si possono estrarre preziose notizie e illuminanti proposte filologiche e critiche. L’arco di tempo coperto dalla sua produzione scientifica edita va dal 1966 al 1993, quasi un trentennio di attività di studio (oltre che di docenza); in questo periodo la Bizantinistica, sia in Italia che in Grecia, cominciava a far convogliare la ricerca erudita, orientata verso la scoperta dell’inedito, la descrizione del documento inesplorato e la dettagliata analisi di singoli episodi talvolta marginali, in una visione più ampia e complessiva della storia letteraria del periodo a cavallo tra la fine del millennio bizantino e i primi sentori di una coscienza nuova che apre le porte alla produzione letteraria cosiddetta “neogreca”. Gli argomenti che Michailidis tratta riguardano essenzialmente testi in lingua demotica, appartenenti a quel delicato e ricco periodo di passaggio e di compresenza fra mondo bizantino e neogreco e agli influssi della poesia orale su quella scritta.
La sua conoscenza spazia dai canti demotici a testi di epica quali il canto di Armuris (legato all’epos del Dighenìs), dai componimenti satirici conosciuti sotto il nome dello Ptochoprodromos ai testi agiografici, dalla storia della didattica a Bisanzio alla ripresa dei testi antichi nel mondo bizantino, dai per la caduta di Costantinopoli al ciclo dei romanzi del XII secolo, cosiddetti “tardo-bizantini” o “romanzi medievali in demotico”.

Dimitris Michailidis nacque a Petra (Lesbo) il 25 giugno del 1945. Discendeva da un’eminente famiglia di Lesbo. Suo nonno era medico e intellettuale, e suo padre, Kimon M. Michailids, un importante letterato appartenente alla seconda generazione dei demoticisti militanti, autore di numerose pubblicazioni e collaboratore dei più importanti periodici del periodo tra le due guerre (in particolare di «Nea Estìa» e di «Nea Gramata»); morì piuttosto giovane, quando Dimitris aveva sette anni. Sua madre era una professoressa di francese.
La sua famiglia era inoltre amante dell’arte: sulle pareti della casa di Atene, dove si erano trasferiti e dove Dimitris portò a termine il ginnasio (presso la Scuola evangelica di Nea Smirni), erano appesi diversi quadri di Theofilos Chatzimichaìl. Alcuni di questi furono venduti più tardi da Dimitris per comprare libri, che erano la sua grande passione - una passione quasi feticistica (tremava all’idea che subissero danni). Dopo il Liceo, intraprese gli studi presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Atene e ben presto ebbe chiaro ciò di cui si voleva occupare.
Fin dal secondo anno degli studi universitari aveva espresso il desiderio di andare in Italia, in particolare a Roma, la città dei suoi sogni. Imparò l’italiano, e, all’inizio degli anni settanta, si trasferì in Italia grazie a una borsa di studio del governo italiano. Insegnò per un periodo a Palermo e a Catania, nonché per un anno al Pontificio Istituto Orientale di Roma, finché non ottenne, nel 1983, un posto come professore associato di Lingua e letteratura neogreca all’Università di Lecce; rimase comunque a vivere a Roma, dove abitava con sua madre. Con la morte di Michailidis, a Roma il 5 gennaio 2011, le lettere greche hanno perso un vero studioso.

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