a cura di : Rostagno Antonio , Tatti Silvia

Scrittori in musica

I classici italiani nel melodramma tra Seicento e Novecento
Studi (e testi) Italiani - n. 36
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stato: Disponibile
Argomento: Critica letteraria/letteratura

anno: 2016
, pagine: 382

ISSN: 1724-3653
25,00 €
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Prefazione
Scrittori in musica: dalla parte della letteratura
Gli scrittori chiamati in causa nel titolo di questo volume sono prima di tutto quelli della tradizione letteraria, prevalentemente italiana ma non solo, presenti come fonti tematiche e linguistiche nei testi dei libretti d’opera in un arco di tempo ampio che dal secolo della fondazione del genere giunge fino ad anni recenti. In un senso più ampio, il titolo rinvia ai continui travasi tra tipologie diverse di scrittura, a volte praticate da uno stesso autore, che scrive poesie e romanzi, commedie e tragedie, drammi e testi destinati ad essere intonati, in un rapporto a volte di derivazione o di ispirazione rispetto ad altre tipologie testuali dello stesso autore.
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Silvia Tatti

Scrittori in musica: dalla parte della musica
Il rapporto fra librettista e compositore rimane attraverso il Sette e buona parte dell’Ottocento, se non di estraneità, certo d’indipendenza nel senso che il compositore lavora senza rapporti diretti con il librettista, in linea di massima, e le scritture poetica e musicale si svolgono in due momenti indipendenti. Nel Novecento poi le cose si complicano in una quantità di soluzioni possibili, che spesso meritano di essere esaminate caso per caso. Nei due secoli precedenti il  libretto esce finito dalle mani del poeta e il compositore lo utilizza seguendo le convenzioni sintattico-formali del melodramma, che sono in larga parte indipendenti dal soggetto e dal carattere del testo poetico. Il lavoro, la concreta scrittura di parole e musica, si svolge quindi per lo più su tavoli separati e in fasi autonome; solo con Verdi, e poi con Puccini, vediamo il librettista lavorare a stretto contatto (anzi, alle dipendenze) del compositore, in un’estetica e una drammaturgia dell’opera che vengono via via profondamente mutate. E nel contesto italiano solo con rare e tarde eccezioni (Boito, Leoncavallo, Malipiero) le due competenze sono assunte dallo stesso autore. 
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Antonio Rostagno

SILVIA TATTI - ANTONIO ROSTAGNO, Prefazione

VITTORIO COLETTI, Introduzione all’italiano dei libretti d’opera
NICOLE BOTTI, Il Medoro ariostesco all’opera, tra eroismo e salti di classe
ROBERTO GIGLIUCCI, Tronsarelli e la Catena d’Adone fra morte di Marino e messa all’indice del poema
VALERIA TAVAZZI, Suggestioni goldoniane nei libretti di Bertati
ANDREA CHEGAI, Un Ariosto borbonico per una meteora di successo: l’Olimpia di Alessio Prati (Napoli, S. Carlo, 1786)
PIERMARIO VESCOVO, Ancora sul Don Giovanni di Bertati
BEATRICE ALFONZETTI, Saul: da Alfieri a Salfi
RENZO BRAGANTINI, I classici italiani nei libretti di Da Ponte
FRANCO PIPERNO, Cesarotti all’opera: appunti sulla librettistica ossianica
CAMILLO FAVERZANI, Ginevra di Scozia di Gaetano Rossi per Giovanni Simone Mayr, o il caso empio e tristo del cavalier che avea troppo visto
STEFANO VERDINO, Beatrice di Tenda ovvero l’anti Ermengarda
IULIO FERRONI, Eroine dantesche
FABRIZIO DELLA SETA, «Der Dichter spricht…» La voce del poeta nel Torquato Tasso di Donizetti
SILVIA TATTI, Francesco Maria Piave scrittore e librettista
ANTONIO ROSTAGNO, Griselda di Francesco Maria Piave. Dalla fabula di Boccaccio al dibattito sul diritto coniugale
WALTER ZIDARIČ, Ercole Luigi Morselli, stella nascente del teatro italiano ai primi del ’900, e il suo Glauco (dramma e libretto) per Alberto Franchetti (e Giovacchino Forzano)
FRANCA SINOPOLI, Fedra di D’Annunzio: trasformazioni di “genere” dalla tragedia al libretto
ILARIA BONOMI, I libretti di Riccardo Bacchelli fra tradizione e modernità
EMILIO SALA, Schegge (impazzite?) di Literaturoper: Gino Negri «paradodecafonico» e Gli indifferenti di Alberto Moravia
TOMMASO POMILIO, Ancora una Vera Storia. Calvino per Berio

Abstract

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