«CHISSÀ PERCHÉ»
Collana: Biblioteca Teatrale/Studi e Testi/222
ISBN: 978-88-6897-393-3
Nel 1889 Cechov aveva confidato all’amico scrittore Alekséj Nikolàevic Plešcéev: «Tranne il romanzo, la poesia e le denunce, ho tentato di tutto». In queste “inadempienze” c’è un ritratto di Cechov. Per le «denunce» basterà citare il famoso l’elogio di Vasilij Grossman: «Cechov si è caricato sulle spalle la mai nata democrazia russa. Il cammino di Cechov è il cammino della libertà della Russia». Come poi non sia necessario scrivere versi per essere poeti, lo ricorda il grande regista Mejerchol’d quando, durante le prove de Il gabbiano, aveva scoperto «la poesia dissimulata nella prosa cechoviana che, grazie alla regia geniale di Stanislavskij, divenne teatro». E, infine, il romanzo. No, un romanzo.
Cechov non lo scriverà nei quindici anni di vita che ancora lo aspettano, ma quei drammi che modellavano il tempo come fossero romanzi, sì. Il libro racconta come questa rinuncia, a lungo rinviata, indica un sentiero efficace per tornare ad esplorare i capolavori teatrali di Cechov, un grande romanzo silenzioso dove fervono quei grumi di vita che, attraverso i capillari sottili delle sue parole, donano il sangue ai suoi personaggi teatrali consegnandoci il compito di badare a quella quantità di vita che non si esaurisce con la fine delle loro storie.
«Chissà perché»: questo sommesso interrogativo che ricama tanto spesso la prosa di Cechov, si rivolge alle sfide di chi gli si avvicina – attori, registi, lettori appassionati – offrendo ogni volta nuovi presagi per un teatro ancora da fare.
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